1 bottiglia - Contadi Castaldi Rosè

Contadi Castaldi

Ha un bel colore rosa corallo, molto luminoso, con un perlage fine e persistente. Un Franciacorta originale, interpretato con modernità e competente valorizzazione delle uve Pinot Nero.

Al naso si avvertono chiare note di piccoli frutti di bosco, di petali di rosa fresca, sfumature di mela e di frutta tropicale. In bocca è strutturato, nitido e scattante, sapido e sensorialmente ritmato. Il finale è lungo e di buon equilibrio.

EUR 25,90 EUR 21,30
Prodotto Terminato
Info prodotto
Codice prodotto: 435-VALENTINI_UBERTI-CCRSA8_1

Confezione: 1 bottiglia da 0,75 lt

Uve: Chardonnay (65%) - Pinot Nero (35%)

Origine: Posizione particolarmente esposta e ventilata, suolo ciottoloso, moderatamente calcareo, ottimamente drenante nelle unità di Morenico Profondo, Fluvio-Glaciale e Colluvi Gradonati.

Sistemi di allevamento: Guyot

Densità di impianto: 5000 ceppi/ettaro

Resa: 95 q.li/uva/ettaro

Resa di vino: 60% pari a 57 hl/ha

Età media delle viti: 18 anni

Vendemmia: Fine agosto, inizio Settembre

Vinificazione: Pressatura soffice previa macerazione di circa 3/4 ore a freddo (17/18 C°). Decantazione statica a freddo Inoculo con lieviti selezionati. Fermentazione di 20 gg in acciaio inox AISI 316. Fermentazione malolattica svolta parzialmente

Primo affinamento: 7 mesi, parte in acciaio e parte in barriques

Stabilizzazione: Statica a freddo

Affinamneto sui lieviti: Da 24 a 30 mesi

Sboccatura: Da luglio

Affinamento dopo la sboccatura: 3 - 4 mesi

Brand

Contadi Castaldi è una delle cantine emblematiche per la storia millenaria della Franciacorta. Una delle numerose cave presenti su questo territorio ha dato vita alla fornace Biasca, l’antico fabbricato che oggi ospita la cantina. Nella seconda metà del Novecento, Vittorio Moretti rilevò la fornace dismessa per un principale motivo, legato ai ricordi di infanzia della moglie Mariella che in quel posto, appartenuto alla sua madrina, passava i pomeriggi del doposcuola. Negli anni ’80, Vittorio e Mariella decidono insieme di convertire la fornace in una cantina, sfruttandone gli ampi volumi e le lunghe gallerie di cottura dei mattoni, perfetti per affinare i loro spumanti e accogliere gli appassionati di vino. Così, l’antico luogo di lavoro ha cambiato la propria funzionalità rivolgendosi alla terra e alla vigna, ma non ha tradito le sue origini mantenendo intatta la sobrietà e la serenità delle aziende agricole lombarde.